Ti è mai capitato di sfornare un pane senza glutine che all’esterno sembrava perfetto, ma il giorno dopo si è trasformato in un mattone?
Oppure hai sfornato una torta che sin dalla prima fetta si è sbriciolata?
Se la risposta è positiva, non scoraggiarti e non pensare di non essere brava in cucina. La colpa è della chimica degli impasti senza glutine.
Nella cucina tradizionale, il glutine è il collante naturale, è una rete proteica elastica e tenace che trattiene i gas di lievitazione, dona struttura e mantiene la giusta umidità. Nella cucina glutenfree, questa rete elastica manca. Per creare artificialmente quell’equilibrio perfetto, dobbiamo formulare miscele che comprendono:
- farine naturalmente senza glutine
- amidi
Questa sinergia, insieme agli addensanti, simula la farina di frumento: soprattutto nei lievitati, questo aspetto è cruciale per ottenere un pane che non si sbriciola.
Esiste, tuttavia, un falso mito che circola nel settore: gli amidi sono tutti uguali e intercambiabili.
Nelle ricette che trovi in rete spesso leggi:
puoi sostituire l’amido di mais con la fecola o con l’amido di riso.
Niente di più sbagliato!
Sostituire un amido con un altro senza comprendere le proprietà chimiche è come cambiare i pilastri portanti di una casa in costruzione: a struttura crollerà o cambierà competamente aspetto.
In questa guida pratica scopriremo insieme:
- cosa sono gli amidi senza glutine
- come si comportano in cottura
- come usarli e come sostituirli per ottenere lievitati elastici e dolci senza glutine.
Cos’è l’amido e perchè è così importante nella cucina senza glutine

Per capire come usare gli amidi nella cucina senza glutine, è importante comprendere la chimica degli alimenti.
L’amido è un carboidrato complesso. Più precisamente, è la riserva energetica del cereale o del tubero.
Dai un’occhiata a questo carosello che ho condiviso su Instagram.
Ad esempio, il mais è un cereale ed è composto da:
- strato esterno (crusca) ricco di fibre
- strato interno (amidi) ricco di carboidrati
- germe (contiene l’embrione della futura pianta) ricco di proteine
Se maciniamo il cereale privo di crusca e germe, otterremo una polvere finissima, l’amido, privo di sapore e ricco di carboidrati e calorie.
Dal punto di vista strutturare, l’amido si divide in 2 molecole ben distinte, il cui rapporto percentuale determina il comportamento di ogni amido:
- l’amilosio. Immagina l’amilosio come una serie di fili, di spaghetti dritti e rigidi. Questi spaghetti riescono a impacchettarsi uno sull’altro. L’amilosio favorisce la compattezza, la formazione di strutture solide e rigide ed è responsabile del rapido indurimento degli impasti.
- l’amilopectina. Immagina l’amilopectina come una serie di rami fitti, contorti, aggrovigliati. Questa struttura impedisce alle molecole di allinearsi rigidamente. L’amilopectina trattiene l’acqua al suo interno, non si impacchetta facilmente e conferisce agli impasti elasticità, viscosità, trasparenza e morbidezza prolungata.
In poche parole:
-
Un alto contenuto di amilosio (ad esempio 30%) → impasto più rigido, con struttura, meno elastico
-
Un basso contenuto di amilosio (ad esempio 20%) → impasto più morbido, elastico, più estensibile
Una nota importante: se sei celiaca, devi verificare che sulla confezione sia riportata la dicitura “senza glutine”, oppure il simbolo della spiga barrata.
Scopri in questo articolo come conservare le farine senza glutine e gli amidi (soprattutto in estate)
| CARATTERISTICA | AMILOSIO | AMILOPECTINA |
| STRUTTURA | lineare | molto ramificata |
| SOLUBILITà IN ACQUA | scarsa, forma sospensioni | elevata, forma composti stabili |
| PROPRIETà DEL GEL | forte, rigido, opaco | Morbido, viscoso e chiaro |
| DIGESTIONE E INDICE GLICEMICO | Più lenta (amido resistente) | Più rapida (maggiore indice glicemico) |
Il fenomeno della gelatinizzazione
Cosa succede quando uniamo un amido a un liquido e portiamo sul fornello? I granuli di amido si comportano come dei minuscoli palloncini. Intorno ai 60-80 gradi (dipende dall’amido), l’acqua entra nei granuli e questi ultimi si gonfiano.
Quando aumenta la temperatura, i granuli di amido “scoppiano”, liberando amilosio e amilopectina nel liquido. Le molecole si legano tra di loro intrappolando l’acqua: questo è il fenomeno della gelatinizzazione, il processo che fa addensare la crema pasticciera o che dà stabilità a una torta nei primi minuti in forno.
La retrogradazione: perchè il pane diventa raffermo?
Se hai già preparato il pane senza glutine usando le miscele commerciali, avrai notato che appena uscito dal forno è sofficissimo, ma dopo un paio di ore diventa secco e asciutto. Questo accade perchè le miscele pronte sono cariche di amidi.
Una volta che l’impasto del pane si raffredda, le molecole di amido (soprattutto l’amilosio), tentano di riorganizzarsi e tornare alla sua struttura rigida e ordinata d’origine. Dunque, “spingono fuori” l’acqua che avevano intrappolato in cottura. Questo fenomeno si chiama retrogradazione (o sineresi) ed è il motivo chimico per cui il pane senza glutine si secca molto più rapidamente rispetto al pane con glutine. Nel pane senza glutine abbiamo un’abbondanza di amidi (non solo quelli contenuti nelle farine, ma anche gli amidi aggiunti).
Sapere quale amido ha una minore tendenza alla retrogradazione ci permette di scegliere l’ingrediente segreto per mantenere i lievitati morbidi per giorni.
Gli amidi senza glutine più usati: caratteristiche e comportamento
Scopriamo insieme quali sono gli amidi senza glutine più diffusi sul mercato, analizziamo insieme le loro caratteristiche e il loro utilizzo in cucina.
1.Amido di mais o maizena
L’amido di mais si estre dal chicco di granturco. È composto da:
- 25% amilosio
- 75% amilopectina
Temperatura di gelatinizzazione: alta (tra 75 e 80 gradi). Richiede calore intenso per attivarsi pienamente.
Resa visiva e strutturale: crea gel opachi, compatti e rigidi una volta freddi
Comportamento in cucina: è l’addensante migliore quando cerchiamo sostegno e stabilità. Ad esempio è perfetto nei budini e nella crema pasticciera. Nei dolci da forno senza glutine crea stabilità strutturale. Nei lievitati è un amido molto usato, ma rende l’impasto più rigido e meno elastico.
Ideale per:
- salse e creme, grazie alla capacità di addensare rapidamente
-
dolci non lievitati: come biscotti, tartine, dolcetti secchi
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impasti che richiedono struttura: dove non si vuole un effetto troppo morbido.
Limiti:
-
non è adatto per pane o dolci lievitati che richiedono elasticità
-
se usato in eccesso, può rendere l’impasto troppo secco e rigido
-
non sostituisce la fecola o la tapioca negli impasti che richiedono morbidezza
2.Fecola di patate
La fecola di patate viene estratta dalle patate. È composta da:
- 20% amilosio
- 80% amilopectina
Temperatura di gelatinizzazione: molto bassa (60-65 gradi) Inizia ad addensare molto prima degli altri amidi.
Resa visiva e strutturale: crea gel lucidi, quasi trasparenti, estremamente viscosi e leggermente elastici.
Comportamento in cucina: funziona come una spugna in grado di trattenere molta umidità. Nei dolci da forno mantiene l’impasto umido, soffice e leggero. Più estensibile, risulta meno rigido rispetto all’amido di mais.
Ideale per:
-
lievitati senza glutine: per dare morbidezza ed elasticità
-
dolci da forno, come torte, ciambelle, muffin
-
impasti che richiedono estensione: dove si vuole un effetto morbido
Limiti:
-
gelatinizza a temperatura più bassa → addensa più velocemente
-
rende l’impasto più elastico
- da dosare correttamente
3. Amido di riso
L’amido di riso è estratto dal riso, uno dei cereali più usati nella cucina senza glutine.
È composta da:
- 15-30% amilosio (dipende dalla varietà di riso)
- 70-85% amilopectina (dipende dalla varietà di riso)
Temperatura di gelatinizzazione: media (70-75 gradi)
Resa visiva e strutturale: crea gel soffici, cremosi, opachi e molto stabili nel tempo.
Comportamento in cucina: al palato regala una sensazione incredibile di cremosità e setosità, a differenza della farina di riso. Molto stabile, tollera gli sbalzi di temperatura. Perfetto per la crema pasticciera al posto del’amido di mais o in combinazione con quest’ultimo, ma anche per besciamelle leggere, salse delicate e per conferire friabilità a frolle e biscotti. Più strutturato e meno elastico, secca gli impasti lievitati se non dosato correttamente. Provala in questa crostata.
Ideale per:
- lievitati senza glutine: per dare struttura
- dolci da forno, come pasta frolla e biscotti
- impasti che richiedono corpo e non elasticità
Limiti:
- rende l’impasto più secco e meno morbido ed estensibile
- da dosare correttamente.
4. Amido di tapioca
L’amido di tapioca è estratto dalla pianta tropicale della manioca.
È composta da:
- 17-18% amilosio
- 82-83% amilopectina
Temperatura di gelatinizzazione: medio-bassa (65-70 gradi)
Resa visiva e strutturale: crea gel lucidi e incredibilmente elastici, quasi gommosi.
Comportamento in cucina: dosalo con estrema cura nei dolci. Un eccesso di amido di tapioca renderà i tuoi dolci gommosi, umidi e pesanti, dando la sensazione che il dolce sia rimasto crudo all’interno.
Ideale per:
- lievitati senza glutine
- dolci da forno
- impasti che richiedono estensione
Limiti:
- non conferisce struttura
- gelatinizza a temperature più basse
- può dare una consistenza gommosa
- da dosare correttamente.
Ecco una tabella riassuntiva degli amidi senza glutine:
| AMIDO SENZA GLUTINE | ORIGINE | COMPOSIZIONE | CARATTERISTICA CHIMICA | EFFETTO SULL’IMPASTO | UTILIZZI |
| Amido di mais | cereale | 25% amilosio 75% amilopectina | crea gel sodi | Struttura solida e compatta | Budini, creme sode, torte strutturate, lievitati |
| Fecola di patate | tubero | 20% amilosio 80% amilopectina | trattiene molta acqua | Estrema sofficità e umidità | Pan di spagna, ciambelle, biscotti |
| Amido di riso | cereale | 15-30% amilosio 70-85% amilopectina | crea gel vellutati | Vellutato, cremoso | Creme delicate, salse, frolle friabili |
| Amido di tapioca | tubero | 17-18% amilosio 82-83% amilopectina | molto stabile | Elasticità, effetto “chewy” | lievitati, dolci e salse da congelare |
Amilosio e amilopectina: un rapporto chiave
Ogni amido ha un rapporto diverso tra amilosio e amilopectina. Questo rapporto influisce sensibilmente sulla resa dell’impasto.
-
L’amido di mais contiene la percentuale maggiore di amilosio → struttura, rigidità
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La fecola di patate ha circa il 20% di amilosio → morbidezza, elasticità
-
L’amido di riso e l’amido di tapioca hanno percentuali variabili, ma con effetti molto diversi sull’impasto
Questo rapporto è fondamentale per capire perché non si possono sostituire gli amidi a caso: cambiare l’amido cambia il rapporto amilosio/amilopectina e quindi la consistenza finale.
Perché non sostituire amidi a caso negli impasti
Sostituire un amido con un altro senza conoscere le differenze chimiche può portare a impasti falliti. Ecco alcuni esempi:
| SOSTITUZIONE ERRATA | RISULTATO |
| Amido di mais → Tapioca | Impasto troppo morbido, perde struttura, pane che non lievitato |
| Fecola → Amido di riso | Impasto troppo secco, meno elastico, dolce che si spezza |
Effetti principali di una sostituzione sbagliata
Se sostituirai a caso gli amidi, otterrai sicuramente una serie di effetti:
-
sulla lievitazione: alcuni amidi non sostengono la lievitazione come altri
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sulla consistenza: l’impasto può diventare troppo secco, troppo morbido o troppo rigido
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sulla elasticità: alcuni amidi rendono l’impasto elastico, altri no
Ogni amido ha un uso specifico perché la sua composizione chimica è diversa. Sostituire a caso cambia il rapporto amilosio/amilopectina, la temperatura di gelatinizzazione e quindi il risultato finale.
La grande confusione: farina di tapioca (o manioca) o amido di tapioca?
Nel settore senza glutine regna una confusione generale intorno a questo ingrediente: spesso nelle ricette trovi “farina di tapioca” ma in realtà è l’amido di tapioca! In Italia è difficile trovare la vera farina di tapioca o manioca, tuttavia a volte alcune aziende usano la dicitura “farina di tapioca” anche se in realtà si tratta di amido di tapioca. E tu pensi di acquistare una farina, in realtà è puro amido.
Come riconoscerlo?
L’amido di tapioca è l’amido puro estratto dalla radice di tapioca (o manioca). Si prensenta come una polvere bianca e impalpabile, ha la stessa consistenza degli altri amidi. Ha un sapore neutro e serve come legante ed elasticizzante. Per riconoscerlo, oltre al controllo visivo, puoi leggere i valori nutrzionali. Se i carboidrati sono più di 80, allora è amido di tapioca.
La farina di tapioca (o manioca) si ottiene decorticando, essiccando e macinando l’intera radice della tapioca (o manioca). E’ una vera e propria farina, simile a quella di riso e contiene fibre, proteine e minerali del tubero. negli impasti si comporta in maniera totalmente diversa rispetto all’amido: assorbe più acqua, conferisce densità e pesantezza e non ha le stesse proprietà addensanti ed elasticizzanti dell’amido di tapioca. Se un impasto richiede l’amido e tu usi la farina, l’impasto risulterà asciutto. Come riconsocerla? Oltre al controllo visivo, leggi i valori nutrizionali: la farina di tapioca contiene 45-50 g di carboidrati, ma anche fibre e proteine.

E l’amido di frumento deglutinato?
L’amido di frumento deglutinato è un amido che si ottiene dal chicco di grano: quest’ultimo viene sottoposto a lavaggi intensivi per ridurre la presenza di glutine al di sotto della soglia tollerata dai celiaci.
Temperatura di gelatinizzazione: alta (75-80 gradi)
Resa visiva e strutturale: è strutturalmente il più vicino in assoluto alla farina di frumento tradizionale, a causa del bilanciamento tra amilosio (20-25%) e amilopectina (75-80%).
Comportamento in cucina: è l’ingrediente alla base di molti mix commerciali e dei prodotti da forno acquistati o confezionati. Regala profumo, sapore e colore simili ai prodotti tradizionali con glutine, ritardando sensibilmente la retrogradazione. Questo amido si può acquistare anche in purezza per creare miscele casalinghe.
L’amido di frumento deglutinato è sicuro per i celiaci?
Sì, l’amido di frumento deglutinato è sicuro per i celiaci. L’AIC (Associazione Italiana Celiachia) e numerosi studi clinici hanno accertato e confermato che, con un livello inferiore a 20 ppm, questo ingrediente non provoca infiammazione o danno alla mucosa intestinale dei celiaci. L’importante è che sia certificato senza glutine. Tuttavia, alcuni celiaci non lo tollerano. Dunque, è un ingrediente che va asolutamente testato, in base salla propria risposta individuale.
Diverso è il discorso dell’allergia al frumento. Chi soffre di allergia al frumento ha una reazione alle proteine del chicco, le quali restano nll’amido anche dopo il processo di deglutinazione. Anche se certificato senza glutine, questo ingrediente è vietato per chi è allergico.
Amidi senza glutine, indice glicemico e salute: perchè usarli con moderazione e come farne a meno
Gli amidi hanno un lato oscuro che non puoi assolutamente ignorare: l’impatto degli amidi sulla salute e sulla glicemia.
Che cos’è un amido isolato o estratto?
L’amido isolato è un carboidrato complesso puro separato da proteine, grassi e fibre. Si presenta come una polvere finissima, impalpabile e bianca. Parliamo di un ingrediente altamente raffinato: attraverso processi industriali di lavaggio e centrifugazione del cereale o del tubero, vengono rimosse tutte le parti più nutrienti, lasciando solo ed esclusivamente il carboidrato puro.
Dal punto di vista biochimico, l’amido è composto da catene di glucosio che il nostro organismo digerisce e scompone con estrema rapidità.
L’impatto sulla glicemia e l’Indice Glicemico
Gli amidi isolati o estratti sono privi di proteine, che hanno il compito di rallentare l’assorbimento degli zuccheri nel sangue. Per questo motivo hanno un indice glicemico molto alto.
Ecco una tabella che mostra l’indice glicemico di ciascun amido.
| AMIDO | INDICE GLICEMICO |
| Amido di mais | 85 |
| Fecola di patate | 95-100 |
| Amido di riso | 95 |
| Amido di tapioca | 85 |
Quando mangi un dolce o un pane senza glutine preparato con una quantità importante di amido rispetto alle farine ed è povero di fibre e proteine, il tuo corpo subisce un picco glicemico immediato. A questo picco segue un rilascio di insulina e la sensazione di sentirti stanca, priva di energia e affamata dopo poco tempo.
Ecco perchè è importante essere consapevole: se mangi pane confezionato, leggi sempre l’elenco degli ingredienti e prediligi prodotti che presentano anche farine e fibre tra gli ingredienti. Leggi sempre i valori nutrizionali riportati sulla confezione.
Se invece prepari tutto in casa, perchè pensi sia più sano, fai caso sempre all’elenco degli ingredienti della ricetta. Impara a leggere le quantità degli ingredienti in maniera meno passiva, non lasciarti fuorviare dal risultato promesso. Se la ricetta presenta una quantità importante di amidi puri a discapito dele farine, cerca un’altra ricetta.
Guarda sempre le ricette che trovi online con occhio critico. Non restare passiva di fronte agli impasti, non scegliere quella ricetta solo perchè quel pane ti sembra bellissimo.
Nutrirsi ogni giorno con torte, biscotti e pane carichi di amidi farà diventare instabile la tua glicemia con conseguenze a lungo termine, come problemi metabolici, diabete e obesità.
Prediligi sempre farine senza glutine integrali e cerca di variare gli ingredienti.
L’amido resistente di tapioca: l’ingrediente salutare
Esiste un amido che ribalta completamente questo scenario nutrizionale: l’amido resistente di tapioca. Di cosa si tratta?
L’amido resistente di tapioca è un amido che ha subito una modifica strutturale che lo rende del tutto resistente alla digestione del nostro apparato digerente.
Quali sono i vantaggi?
Impatto glicemico nullo: il nostro organismo non riesce a scinderlo in glucosio all’interno dell’intestino tenue, quindi l’amido resistente ha un apporto di carboidrati pari a zero. Non innesca nessuna risposta inulinica e nessun picco glicemico.
Fibra prebiotica: l’amido resistente di tapioca si comporta come una fibra solubile purissima, raggiunge intatto il colon, fermenta e diventa nutrimento per il microbiota, stimola la produzione di acidi grassi a catena corta come il butirrato, fondamentali per ridurre le infiammazioni sistemiche e proteggere la barriera intestinale.
Resa negli impasti: l’amido resistente di tapioca, a differenza delle fibre classiche come psillio o inulina, che possono appesantire gli impasti, mantiene le proprietà elasticizzanti e leganti della tapioca. Spesso usato nella cucina low carb e chetogenica, è l’ingrediente che abbassa il carico glicemico dei prodotti da forno.
Come sostituire gli amidi nei dolci
Ora che hai compreso la scienza degli amidi senza glutine, ecco le 3 regole d’oro da applicare nella tua cucina per non sbagliare mai più una sostituzione.
Regola 1: attenzione al tipo di amido
Se decidi di sostituire la fecola con l’amido di mais in un dolce da forno, sappi che non si dovrebbe fare. L’amido di mais asciugherà il tuo dolce e creerà legami strutturali più rigidi.
Questo discorso vale ancora di più nei lievitati senza glutine.
Non vuoi usare gli amidi ma in una ricetta sono presenti? In questo caso dovrai bilanciare tutti gli ingredienti, ma dipende molto dal tipo di preparazione che stai realizzando. Il discorso è piuttosto complesso e non può essere sicuramente sviluppato in un articolo 🙂
Regola 2: la tecnica anti grumi
Gli amidi non si sciolgono mai direttamente nei liquidi caldi. Se versi l’amido in una bevanda calda, lo shock termico gelatinizzerà istantaneamente l’amido, creando una barriera impermeabile che racchiuderàò al suo interno amido asciutto. Questo è il meccanismo che genera i grumi.
Cosa fare? La soluzione: mescola l’amido in una piccola quantità di liquido freddo, mescolando per ottenere un’emulsione fluida e solo a quel punto la aggiungerai al composto caldo.
Regola 3: usa gli amidi solo se è strettamente necessario
Gli amidi conferiscono leggerezza e struttura, ma a livello salutare non sono il massimo, infatti impattano sulla tua glicemia.
Ecco perchè, quando trovi una ricetta, è importante non essere passiva e analizzare la lista ingredienti. Chiediti sempre:
è così necessario usare l’amido in questa ricetta?
Io posso dirti con certezza che è possibile sfornare torte soffici, crostate, biscotti e persino lievitati senza usare amidi aggiunti.
La mia filosofia: gli amidi solo se indispensabili
Se mi conosci da un po’ segui i miei canali social e leggi i miei articoli su questo blog senza glutine, conosci bene la mia priorità: far incontrare gusto e salute e proporti una cucina naturale, sana e bilanciata. Per questo motivo, nella formulazione e progettazione delle mie preparazioni, applico sempre una regola: uso amidi aggiunti solo ed esclusivamente quando sono strettamente indispensabili, per la stabilità strutturale dell’impasto e sempre nelle minori quantità possibili, per ottenere una buona resa, senza influire troppo sulla salute.
Prediligo lavorare con farine naturalmente senza glutine a basso impatto glicemico, che mantengo intatte le loro fibre, rallentano l’assorbimento degli zuccheri e sono un reale nutrimento per il proprio organismo.
Vuoi un pane quotidiano sano, fragrante senza amidi aggiunti e preparato con farine a basso impatto glicemico? Oppure vuoi semplicemente sfornare il tuo pane senza glutine sano e naturale con pochi amidi?
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Domande frequenti sugli amidi senza glutine
La fecola si ricava dal tubero della patata, gelatinizza a temperature più basse ed è ideale per donare estrema sofficità e trattenere l’umidità nei dolci da forno. La maizena (amido di mais) proviene dal cereale, richiede temperature più elevate per addensare e crea strutture sode e compatte, ideali per budini e creme consistenti.
L’impasto risulterà leggermente più asciutto e compatto. L’amido di mais non ha la stessa capacità della fecola di trattenere l’acqua a lungo, quindi il dolce potrebbe risultare meno soffice nei giorni successivi alla cottura.
Sì. La frumina è amido di frumento. Esistono in commercio versioni di amido di frumento deglutinato certificate con la spiga sbarrata, ma in caso di dubbio è sempre più sicuro optare per amido di mais, riso o fecola.
L’amido di riso si ricava dal riso, uno dei cereali senza gluine più usati. Risulta ideale per salse e creme. L’amido di tapioca proviene dal tubero omonimo e conferisce estensibilità agli impasti.
Sì, potrebbe rendere più secchi gli impasti se non dosato correttamente. Risulta invece molto utile nelle creme e nelle salse perchè le rende vellutate.
Ogni amido ha un uso specifico perchè è diversa la composizione chimica. Queste differenze molecolari riferite al contenuto di amilosio e amilopectina determinano come l’amido reagisce al calore, all’acqua e al freddo.
No, l’amido di mais non contiene glutine, ma se sei celiaca devi necessariamente verificare che la confezione riporti la spiga barrata o la dicitura “senza glutine”.
Le differenze sostanziali sono 2: l’amido di tapioca ha una consistenza finissima, proprio come gli amidi e ha un contenuto di carboidrati a partire da 80/100 g di prodotto. La farina contiene 45-40 carodidrati
Sì, l’amido di frumento deglutinato è senza glutine, ma se sei celiaca devi sempre controllare che sia riportata sulla confezione la dicitura “senza glutine”.