Una ricetta per Mara e per tutte le donne malate di endometriosi

Una lottatrice. Con il coltello fra i denti. Tenace, schietta, pronta a ribellarsi. Ma anche un’anima leggiadra, delicata come le ali di una farfalla. Mara è così. Ha solo trent’anni, ma ha già subìto le angherie della vita.

Mara è malata di endometriosi.

Conosco fin troppo bene questa malattia perchè ha colpito una persona che conosco. È una bestia che ti porti

Endometriosi
Fonte: www.media.pinkblog.it

dentro e non sai di essere malata. Sì, perchè purtroppo, spesso i sintomi sono presi sottogamba dai medici e la diagnosi è tardiva. E nel frattempo, la bestia ti ha divorato dall’interno, devastandoti. Tutto parte dall’utero, dove al suo esterno si forma del tessuto “anomalo”, che durante il ciclo sanguina e provoca infiammazione agli organi vicini. Questo tessuto anomalo poi, per via linfatica, con il tempo, si diffonde ad altri organi, come intestino,  apparato urinario e reni. Ciò porta all’infertilità nella maggior parte dei casi.

In Italia, sono circa tre milioni le donne con diagnosi conclamata.

Non si tratta di una malattia mortale, ma è invalidante, a base infiammatoria e cronica come cronico può diventare il dolore, che non passa, neppure con gli antidolorifici più pesanti. La cura? Non esiste. Secondo la medicina tradizionale, le donne affette da endometriosi

Endomteriosi
Fonte: www.ilgiornaledelmolise.it

dovrebbero ricorrere all’assunzione della pillola anticoncezionale, per tenere a bada i sintomi (ma il più delle volte non succede), ma la malattia va avanti, per poi giungere al momento di non ritorno: quando la donna malata non ne può più dei dolori e l’endometriosi ha invaso pericolosamente l’intestino, o le vie urinarie o in caso di blocco renale, oppure quando si formano cisti importanti alle ovaie, si ricorre all’intervento, durante il quale il chirurgo “ripulirà”  le aderenze, le cisti e le formazioni endometriosiche.  Ma non è detto che la bestia non ritorni.

A Mara avevano diagnosticato un’endometriosi al quarto stadio. È stata operata, ripulita, ma i medici l’avevano avvertita: il rischio di recidive era alto. E così è stato. I dolori sono tornati.

Ho conosciuto questa ragazza tramite il blog: è rimasta colpita dalle mie crostatine con crema di mandorle e mi ha scritto un commento. E poi mi ha parlato del suo problema di salute e di come, grazie all’alimentazione, stava molto meglio: il dolore improvvisamente era passato! Non ci ho pensato neppure due minuti a contattarla privatamente e a chiederle di fare da testimonial sul mio blog, fermo restando che ciascuno ha la propria opinione, infatti quello di Mara è un punto di vista, un esperimento che lei stessa sta facendo sul proprio corpo, perché ogni donna ha il diritto di fare una scelta, una prova. Inoltre non dimentichiamoci che ogni fisico è diverso e può avere una reazione diversa e personale. Le ho sottoposto delle domande sulla sua alimentazione e lei, con il grande entusiasmo che la contraddistingue, mi ha risposto!

In coda all’intervista, troverete anche una ricetta, pensata appositamente per lei, per la sua dieta e per le sue problematiche alimentari, ma ovviamente, potete prepararla anche voi, perché senza glutine e senza latte!

Ma ora, lascio la parola a Mara…

Senza è buono: in che modo sei arrivata a riflettere sul ruolo che l’alimentazione poteva avere su di te?
Mara: Da quando ho saputo che tutti quei sintomi avevano in realtà un nome preciso, ho sempre cercato di capire come la medicina affrontasse questo tipo di patologia. A me venne suggerita la classica terapia estro-progestinica (pillola anticoncezionale), sia prima che dopo l’intervento. Purtroppo, con il passare del tempo, i sintomi stavano lentamente tornando. Quindi, recentemente, ho deciso di cercare una risposta a questo male altrove. E in rete ho trovato molte testimonianze di persone che hanno risolto un’ampia gamma di patologie con base infiammatoria, prendendo coscienza del tipo di alimenti che introducono quotidianamente.
Senza è buono: In quale modo l’alimentazione ti ha aiutato a controllare i sintomi?
Mara: Attraverso questa alimentazione, assolutamente ricca in tutti i nutrienti di cui quotidianamente abbiamo bisogno, sono andata ad eliminare tre principali elementi: il glutine, latte e derivati e dolcificanti di ogni tipo. Tutti e tre generano una risposta infiammatoria a livello intestinale che nelle donne si propaga agli organi riproduttivi. Esistono tra l’altro evidenze scientifiche che esista una connessione tra endometriosi (o problemi di infertilità) e celiachia, o anche la più silente sensibilità al glutine.
Senza è buono: Come hai saputo quali cibi evitare e quali ti fanno bene?
Mara: Le testimonianze di cui parlo sono state raccolte leggendo il sito del dr. Piero Mozzi. Mi ricordo che lessi il racconto scritto da questa donna che raccontava di aver risolto problemi di fibromi uterini e l’endometriosi diagnosticatale proprio eliminando questi tre elementi. Ne rimasi folgorata. E iniziai ad informarmi sempre di più riguardo a questo tipo di approccio nutrizionale. Rendermi conto via via che il cibo poteva essere tutto ciò di cui il mio corpo aveva bisogno per poter stare bene, mi rendeva fiduciosa riguardo al fatto che quella terribile realtà poteva cambiare. Quindi mi sono detta:”Provare non costa nulla“. Mi sono promessa di applicare la dieta con rigore e di valutare poco per volta quali risposte avrei raccolto dal mio corpo.
Senza è buono:Che tipo di dieta segui?
Mara: In realtà a me tutto sembra tranne che una dieta! Non esiste un’imposizione in termini di calorie o quantità giornaliere. Perché l’aspetto fondamentale è quello di introdurre i nutrienti giusti, ed escludere quelli dannosi. Io direi piuttosto che più che una dieta è un delizioso esperimento culinario, che ti fa spalancare la mente verso nuovi piatti. Soprattutto per me che prima avevo un’alimentazione molto ripetitiva (pane, pasta, dolciumi, formaggi).
La mia giornata inizia con una manciata di frutta secca e una tazza bollente di caffè di cicoria: a sentirne il nome sembra una cosa orribile! In realtà era il caffè dei nostri nonni: preparato come caffè americano, è molto buono. Simile al caffè d’orzo. Ha un gusto un po’ più deciso. A pranzo legumi, verdura e del pesce. A cena carne o pesce oppure del minestrone, e un paio di contorni. Quando ho voglia di un piatto di pasta, sostituisco quella classica di frumento con pasta preparata a partire da farina di legumi. Alcune piccole aziende alimentari hanno ben accolto la richiesta di consumatori più attenti all’alimentazione, e hanno prodotto pasta di ceci, piselli e fagioli. Con un sugo di verdure o di carne si ottengono piatti davvero saporiti e sazianti! Se ho voglia di qualcosa che assomigli ad una focaccia, mi preparo della farinata di ceci. Quindi, l’indicazione principale per chi soffre di endometriosi e di patologie affini è quella di abbattere quanto più possibile l’apporto di zuccheri e amidi (che poi sono catene di zuccheri). E privilegiare quindi alimenti che insieme alla giusta dose di amidi apportano anche proteine (appunto, i legumi).
Senza è buono: Cosa ti sentiresti di dire alle ragazze che scoprono di essere affette da questa malattia?
Mara: Direi a tutte loro di non chiudersi in sé stesse. Ma di informarsi, leggere e di aprire gli occhi verso le esperienze di donne che, partendo dalla loro stessa condizione, hanno notevolmente migliorato il loro stato di salute.

Che altro dire? Una ragazza decisa, speciale, che non si arrende di fronte al dolore e che sicuramente darà a molte nuovo vigore e forza nella lotta. Mara ha creato anche un gruppo pubblico su Facebook, chiamato

Endometriosi
Fonte: www.curarsialnaturale.it

Endometriosi. C’era una volta… che offre spazio per raccontare le proprie esperienze e per avere una valvola di sfogo. Forse il problema più grande di questa patologia, come di tante altre è proprio la solitudine. Ma forse il vecchio detto “L’unione fa la forza” non è poi tanto banale!

Forza Mara, forza ragazze!!! 🙂

Ora vi lascio alla ricetta… Ho creato appositamente per lei e per le sue esigenze alimentari queste tortine del tutto prive di farina, ma a base di carote e mandorle.Tortine senza farina

Spero che con questa ricettina la sua colazione sarà più “dolce”! Continuerò, in ogni caso, a sperimentare qualche altra alternativa, è una promessa! 🙂

Tortine senza farina

Ecco, quindi, la ricetta delle Tortine per Mara senza farina, senza glutine e senza latticini, adatte a celiaci e intolleranti a latte, soia e lievito, perchè Senza è buono!

Tortine senza farina

Tortine per Mara senza farina

Cosa mi serve?

Per 6 tortine:

  • 2 carote piccole grattugiate
  • 120 grammi di mandorle con la pellicina ridotte in farina
  • 2 uova biologiche medie
  • 2 cucchiai di acqua calda
  • 2 cucchiai di crema di mandorle bio senza zuccheri aggiunti (io ho usato questa 100% mandorle) (se non l’avete, sostituitela con 2 cucchiai di olio dal sapore delicato)
  • un pizzico di polvere lievitante biologica costituita da cremor tartaro e bicarbonato
  • 10 gr di stevia in polvere (si può anche omettere) (per le donne affette da endometriosi, consiglia Mara: possibilmente coltivata in casa, fatta essiccare e ridotta in polvere) oppure 70 gr di zucchero di cocco o di canna integrale
  • mandorle a lamelle (facoltative, io non le ho messe)

* Vi ricordo che se siete celiache, tutti gli ingredienti a rischio di contaminazione devono essere certificati senza glutine

Come si fa?

Pulire e lavare per bene le carote e tritarle nel mixer e metterle da parte.

Separare i tuorli dagli albumi. Con le fruste elettriche montare i tuorli con 2 cucchiai di acqua calda e lo zucchero di cocco o di canna (altrimenti nulla, se utilizzate la stevia, che aggiungerete in seguito). Aggiungere due cucchiai di burro di mandorle e le carote e mescolare con un cucchiaio con movimenti dal basso verso l’alto per incorporare aria e non smontare il composto. Aggiungere le mandorle ridotte in farina (la stevia, se la usate) e la polvere lievitante. Montare gli albumi a neve ferma e incorporarli all’impasto, facendo attenzione a non smontarlo. Distribuire l’impasto nei pirottini per muffin, decorare con mandorle a lamelle (se le avete) e cuocere in forno preriscaldato statico a 180° per 25 minuti. Fare la prova stecchino. Accompagnare i tortini con un bel caffè di cicoria!

P.S. con il caldo di questi giorni, le tortine potrebbero rovinarsi facilmente, quindi vi consiglio di tenerle in frigo al massimo per un paio di giorni, oppure  di congelarle, così da averle a disposizione “fresche” ogni mattina: basterà riscaldarle in forno per qualche minuto! 🙂

Tortine senza farina

Tortine senza farina

Tortine senza farina

Tortine senza farina

Tortine senza farina

Tortine senza farinaDimenticavo!!! Con questa ricetta partecipo al mitico Gluten Free (fri) Day:
Gluten Free (fri)Day

creative wordpress theme

Commenti (16)

  • Bravissima Leti, hai affrontato un importante problema di noi donne. Ti ringrazio e grazie a Mara per aver conidiviso con tutte noi il suo problema e i suoi consigli! Ricetta fantastica da sperimentare al più presto!
    un abbraccio

    Rispondi
    • Grazie amica mia! Per me è stato arduo affrontare una tale problematica, anche se la conosco bene! Ma è doveroso parlarne e diffondere anche questa strada alternativa! Un bacio grande, Leti

      Rispondi
  • Brava Letizia!!! Una bellissima iniziativa e in bocca al lupo a Mara…se lo merita proprio!
    Secondo me da troppo tempo (e forse per la troppa fretta dei tempi) si sottovaluta l’importanza dell’alimentazione e di rallentare un pochino i ritmi…un ritorno a tempi più “naturali” sarebbe l’ottimo…parlo anche per me stessa!!!
    Un abbraccio e buon weekend!

    Rispondi
    • Grazie Alessia! Condivido in pieno ciò che dici riguardo all’alimentazione e ai ritmi frenetici! Bisogna rallentare e prendersi cura di sè stessi, in primis attraverso l’alimentazione! Un bacio, Leti

      Rispondi
  • Ne ho sentito tanto parlare e sono felice che esistano persone come Mara che hanno trovato una soluzione al loro problema. È vero, ilproblema non scompare, am tenerlo sotto controllo e non farsi dominare da lui, è già una mega vittoria.
    Bellissima questa testimonianza, grazie Leti per avercela fatta conoscere e bellissima ricetta inclusiva <3

    Rispondi
    • Grazie a te, Stefania!! 😀 Avrei voluto parlarne molto tempo fa sul blog, ma non trovavo mai l’occasione! Poi ho conosciuto Mara, che ha entusiasmo e grinta da vendere e mi ha dato la possibilità di affrontare il discorso!!! Un bacio grandissimo! Leti

      Rispondi
  • da dove comincio? intanto da Mara, gran donna con forza di carattere e tanta determinazione da essere un esempio fantastico di come vanno affrontati gli ostacoli, anche i più brutti! Brava Mara, un esempio per tutti! Poi passo a te, ragazza sensibile e attenta, affettuosa e grandissima cuoca! Tutta la mia stima per te. Poi queste tortine non fanno rimpiangere nulla, sembra, e sono sicura che lo saranno, buonissime! Io ho usato stevia Truvia, che è stevia e basta, magari con quella siamo un poco più tranquille, che dici? brava a te e a Mara, bacioni

    Rispondi
    • Sonia grazie!!!! E’ proprio vero, Mara è una gran donna! Da lei c’è solo da imparare! Io non ho fatto nulla di particolare, se non lasciarla raccontare e spero che la sua storia possa aiutare tante donne che soffrono di questa patologia!
      Per quanto riguarda le tortine, a noi sono piaciute moltissimo!!! Non si percepisce affatto che sono senza farina! Come dolcificante, direi che la Truvia è perfetta, perchè molto più naturale della più “commerciale” Stevia! Io, ovviamente, ho usato il mio amatissimo zucchero di cocco!! 😉 Un bacio grandissimo, Leti

      Rispondi
  • Carissime 🙂
    Grazie per i vostri commenti.
    Mi auguro che questa storia arrivi vicino e lontano, all’orecchio di tante donne.
    A chiunque di voi desiderasse leggere le storie di altre donne che come me hanno intrapreso questo percorso alimentare, cercate la pagina Facebook “Endometriosi. C’era una volta…” (il gruppo è stato reso chiuso per dare la possibilità a tutte di raccontarsi liberamente): troverete suggerimenti, documenti utili e un ampio spazio dedicato al libero confronto.
    In ultimo, la cosa più importante: grazie Lety per aver lasciato che la tua sensibilità ascoltasse la mia storia. Grazie per aver scritto e raccontato. Grazie per aver creato uno spazio, dedicato a tutte le donne che soffrono di questo problema, e grazie per aver reso questo spazio così profumato di mandorle e morbidezza con il tuo ingegno.

    Non smettete mai di lottare per voi stesse <3
    Vi abbraccio tutte!!
    Mara

    Rispondi
    • Sono commossa! Mi lasci davvero senza parole (e non è facile, credimi!!)! Grazie di cuore a te, dolcissima Mara!!!!! Grazie per aver scelto questo mio umile spazio per raccontare la tua storia! Ovviamente, il mio blog è a disposizione, per aggiornarci sulla tua alimentazione e sul tuo percorso! Un bacio grandissimo! Leti

      Rispondi
  • Da questo post, da questa ricetta Leti si nota come tu sia una ragazza splendida, non c’è che dire.
    Mi dispiace per la tua amica Mara, non conoscevo tale problematica, ma conosco altre patologie che con una alimentazione adeguata riescono ad avere miglioramenti.
    Grazie per la ricetta perchè mi fa molto comodo, una torta senza farina così bella, così soffice e lievitata non l’avevo mai vista! Che belllo!!!
    Ma la crema di mandorle bio.. con cosa potrei sostituirla? (Se posso ovviamente, altrimenti la vado a comprare 🙂 )

    Rispondi
    • Tesoro!!! Grazie per le tue meravigliose parole!!! Questa patologia è una brutta bestia, ma chissà, forse Mara ha trovato la sua strada per tenerla a bada… per le tortine, confermo, sono sofficissime! 🙂 La crema di mandorle sostituisce la parte grassa…è una specie di “burro” (come quello di arachidi) ottenuto unicamente con le mandorle e che trovi nei negozi bio. Puoi sostituirlo con la stessa quantità di olio di riso o di mais! Non credo ci saranno particolari problemi! Aggiungilo dopo aver montato i tuorli con acqua e zucchero e monta il composto con le fruste per qualche istante…fammi sapere! Un abbraccio, Leti

      Rispondi
  • Ciao, sto raccogliendo le ricette per chi è affetto da endometriosi su http://ricettendo.wordpress.com/

    Rispondi
    • Ciao Daniela, benvenuta 🙂 Ho dato un’occhiata al tuo blog ed è un bel progetto, che ritengo molto utile per le donne affette da questa malattia terribile. Per quanto riguarda la mia ricetta, per evitare contenuti doppi, ti pregherei di linkare al mio blog, senza riportare procedimento e ingredienti, anche perchè la ricetta è di mia creazione. Ti ringrazio, Leti

      Rispondi
  • Queste tortine sembrano favolosamente sane e buone. Secondo te si potrebbe sostituire lo zucchero di canna integrale con il miele oppure è controindicato per le infiammazioni? Ciao carissima

    Rispondi
    • Ciao cara! Benvenuta! Ti ringrazio molto per le tue parole. Confermo, queste tortine sono molto buone 😉 Non sono un medico, nè una nutrizionista, ma mi sono documentata e ho chiesto ad alcuni medici un parere sulla questione e sul rapporto zuccheri e infiammazione. Purtroppo, chi soffre di patologie infiammatorie dovrebbe “dimenticare” gli zuccheri, compreso il miele. Questo perchè secondo vari studi, lo zucchero aumenterebbe l’infiammazione. Mi rendo conto che questo sia un passo molto difficile da compiere, ma si può fare per gradi, diminuendo i dolcificanti piano piano e facendo abituare il palato a sapori meno dolci. La stevia è un buon compromesso, ma deve essere più naturale possibile, senza ingredienti aggiunti. è complicatissimo, lo so. Anche lo zucchero di cocco è un’alternativa: è uno zucchero integrale ricavato dai fiori di cocco e secondo i dati, non alzia l’indice gliecemico come la maggior parte degli zuccheri. è reperibile on line ma ha un costo abbastanza elevato. Si tratta di un discorso particolarmente complesso. La medicina tradizionale non contempla questo discorso, ma personalmente mi sento di consigliarti questo percorso di disintossicazione dai dolcificanti in genere, soprattutto se soffri di problematiche infiammatorie: potrai solo trovare giovamento. Ti abbraccio forte forte. Leti

      Rispondi